Ogni volta che ti vedo ho un tuffo al clitoride.
Quella degenere
Ogni volta che ti vedo ho un tuffo al clitoride.
Quella degenere
Épisode
«Un soir favorisé de colombes sublimes,
La pucelle doucement se peigne au soleil.
Aux nénuphars de l’onde elle donne un orteil
Ultime, et pour tiédir ses froides mains errantes
Parfois trempe au couchant leurs roses transparentes.
Tantôt, si d’une ondée innocente, sa peau
Frissonne, c’est le dire absurde d’un pipeau,
Flûte dont le coupable aux dents de pierrerie
Tire un futile vent d’ombre et de rêverie
Par l’occulte baiser qu’il risque sous les fleurs.
Mais presque indifférente aux feintes de ces pleurs,
Ni se se divinisant par aucune parole
De rose, elle démêle une lourde auréole ;
Et tirant de sa nuque un plaisir qui la tord,
Ses poings délicieux pressent la touffe d’or
Dont la lumière coule entre ses doigts limpides !
… Une feuille meurt sur ses épaules humides,
Une goutte tombe de la flûte sur l’eau,
Et le pied pur s’épeure comme un bel oiseau
Ivre d’ombre…»
Paul Valéry
Ciao, sono il buco con la mente intorno.
Quella degenere
Prima o poi arriva o dovrebbe arrivare in una relazione il momento di sublimazione, quello in cui si getta la maschera e ci si mostra per quello che si è davvero, senza finzioni né ipocrisie. Ci si libera dalle inibizioni, dalle vergogne, un po’ perché sai che la persona che hai accanto non ti…
«Sai, leggevo proprio ieri un articolo su “Le Scienze” al riguardo. Il Sistema Internazionale ha inserito tra le unità di misura quella dell’istantaneità: hanno stabilito che equivale al tempo che passa tra quando ti tocco il culo e quando mi viene duro.»
People don’t necessarily know what they want. That’s okay. Sometimes you don’t know! Even about things as fundamental as sexual orientation, it’s okay to identify as questioning. I think a lot of people feel pressure to be like “I’m a pansexual monogamous dom with a foot fetish!” when the actual answer is “I dunno. I think I might like feet.” You always have a right to be uncertain, to try things, to do something once and decide you hate it and never do it again, to go through phases, to change your mind.
Cecilia estrapola una frase.
(ti fa a pezzi).
Cecilia la guarda decomporsi e riprendere vita. Cecilia la scrive e la riscrive. (ma tu non sei più un ragazzina alla lavagna). Cecilia cambia pagina, colore, font e allineamento, sgrana la riga, poi toglie aria. si innervosisce perché non serve punteggiatura. niente norme. nessuna coerenza.
(chi sei tu?).
Cecilia la tira su, la prende tra le labbra e se la rigira sulla lingua senza un dubbio.
Cecilia la lecca. la mastica. la sputa sullo specchio. se la infila tra le gambe.
Cecilia sta tutta là dentro, in otto parole.
(e ci sono io).
Quella degenere
I am not kidding when I say that I find incredibly esoteric and specialized porn to be one of the most life-affirming things in the world. Even… no, especially the stuff that doesn’t do anything for me. Every giantess crush site, every furry vore gallery, every Shintaro Kago shit-and-dissection-fest, every body-inflation discussion group, every set of specialized apron-fetish films, every dendrophile fan club, every time I learn a new word like “boytaur” or “OT3″ or “docking” or “unbirth”… all these things bring me a genuine and unironic joy. These things, these kinks, these flights of imagination, are the impassioned obsessions of real people, everyday people. At least one of your coworkers, at least one of your family members. And that’s not creepy, that’s wonderful. Every one of those weird kinks is a shout of human individuality in a world that wants to reduce us down to buying patterns and demographic trends.
Eh, non tutta, ma mi piace… Ho sempre desiderato gli occhialetti ai raggi X che c’erano nell’ultima pagina di «Topolino» :)